Come curarsi con le erbe con la fitoterapia

Molti si chiedono che cos’è la fitoterapia, si tratta semplicemente della cura delle malattie con l’uso delle erbe naturali.Parlando in termini botanici si chiama erba ogni pianta che non abbia il fusto legnoso tipico di alberi e cespugli. Più specificamente spesso si chiamano ‘erbe’ le piante usate a scopo medicinale o per il loro sapore o odore. Le erbe dotate di proprietà medicinali sono una fonte utile ed efficace di cure per numerose malattie. Molti dei farmaci della medicina occidentale, detta anche allopatica, hanno origine dalle piante medicinali.
Nel 2735 a.C. un imperatore cinese consigliò l’uso della pianta ma huang (nota in Occidente con il nome di efedra) per curare le malattie respiratorie. Oggi da questa pianta si estrae l’efedrina, usata come decongestionante (per esempio sotto forma di pseudoefedrina), mentre la codeina, ricavata dall’oppio, viene utilizzata da tempo come analgesico e contro la tosse.
Nell’età d’oro della fitoterapia occidentale, che si colloca tra il 500 a.C. e il 200 d.C, medici e studiosi classificarono centinaia di piante utili a scopo terapeutico. Nel Medioevo ogni famiglia aveva un piccolo orto per coltivare le erbe necessarie per curarsi. Il rabarbaro serviva come lassativo e dalla corteccia del salice si estraeva la salicina, antesignana dell’aspirina (acido acetilsalicilico). Più tardi fu scoperto il laudano, tranquillante ricavato dal papavero.
All’epoca della seconda guerra mondiale, la fitoterapia stava perdendo terreno in Occidente. La penicillina e altri farmaci “miracolosi” sembravano offrire una panacea e la guerra aveva interrotto le forniture di erbe provenienti da tutte le parti del mondo. Con l’avvento delle industrie farmaceutiche e dei loro prodotti di sintesi, l’ora della fitoterapia parve segnata, eppure le piante restano a tutt’oggi un’importantissima fonte di medicamenti. l,a già citata efedrina, per esempio, la digitale (con effetto cardiostimolante) e la vincristina (un farmaco antitumorale) sono tutte di origine vegetale. Per ironia della sorte le stesse ricerche che hanno rischiato di portare all’estinzione della fitoterapia ne hanno anche dimostrato l’efficacia, restituendole nuovo vigore.

Oggi sappiamo che la menta piperita usata per i disturbi della digestione fin dal 1800 a.C. allevia nausea e vomito anestetizzando leggermente la mucosa interna dello stomaco. E stato dimostrato con analisi di laboratorio che le piante contengono vitamine, minerali e sostanze chimiche naturali spesso indispensabili per guarire un organismo malato. L’echinacina, per esempio, ricavata dall’Echinacea purpurea, è stata usata per secoli dagli erboristi per combattere le infezioni. Adesso è stato dimostrato che stimola la produzione di globuli bianchi, potenziando così il sistema immunitario.

Molti autori moderni favorevoli alle terapie a base di erbe sono convinti che estraendo il principio attivo anziché usare l’intera pianta si eliminino elementi quali minerali, oli volatili bioflavonoidi e altre sostanze su cui si basano le virtù medicinali delle erbe. Alcuni ritengono che le sostanze isolate o di sintesi, data la loro alta concentrazione, possano avere effetti collaterali negativi.
In generale le erbe si usano per purificare il sangue, scaldare e stimolare il corpo, favorire la circolazione superficiale e l’eliminazione delle scorie, ridurre le infiammazioni e calmare e lenire le irritazioni.

Possono essere somministrate sotto forma di pillole, sciroppi e infusi, oppure applicate esternamente con impiastri, cataplasmi e linimenti. Un’applicazione esterna di olio di chiodi di garofano o di tintura di luppolo, per esempio, fa passare il mal di denti. Le erbe spesso vengono aggiunte all’acqua del bagno per immergervi tutto il corpo, oppure solo i piedi, gli occhi o il viso. Su parti specifiche del corpo si possono fare impacchi umidi a base di erbe, caldi o freddi, particolarmente efficaci per i dolori e la tensione muscolare di collo, spalle, dorso e mascelle che accompagnano la sindrome dell’articolazione temporomandibolare.

Le erbe, con il loro forte potere curativo, vanno usate con cautela. Accertatevi sempre di conoscere gli effetti di quello che prendete e ricordate che non tutte le piante sono benefiche. Alcune possono essere tossiche, soprattutto se usate per lunghi periodi di tempo o in grande quantità. Le erbe contengono principi attivi che possono interagire negativamente con farmaci o altri rimedi. E’ buona norma pertanto consultare un esperto qualificato tutte le volte che si hanno dubbi sull’adeguatezza di un rimedio fitoterapico o sulle sue interazioni con altri medicinali.