Le orche, assasine o madri di famiglia?

Un serial killer? Altro che. Nel 1977 ha fatto a pezzi tre o quattro persone davanti a una folla inorridita. Attenuante: Un pescatore le aveva ammazzato figlio e consorte, scatenando la tremenda vendetta.

Tranquilli, era solo un film: L’orca assassina, ancora reperibile in videocassetta o in dvd. Per la critica, una boiata. Per il pubblico, una fregatura: Quel titolo far mai parte dell’immaginario collettivo, e ora ci tocca spiegare che non aveva niente, che lo sa che non è uno squalo bianco, dice John Kercher, tudioso di cetacei ad Antibes, in Costa Azzurra.

Il che non significa, beninteso, che abbiamo a che fare con un pezzo di pane.

Prestando il cinema, ricordate la saga di Free Willy, con L’ orca che diventa la migliore amica di un ragazzino manco fosse un cocker? Ecco, quello è l’eccesso opposto. Perché se è vero che ora Cinus Orca non è mai ucciso un uomo, è altrettanto vero che si tratta pur sempre del più grande mammifero predatore del mondo.

Intelligente come è più del delfino, nicolò, abbastanza per non scambiare un essere umano per una foca, ma invece fa lo stupido squalo bianco, ma anche per non farsi dare sempre e comunque del tu.

Sgombrato il campo da ogni esagerazione, nel bene e nel male, possiamo dirlo: Questa meraviglia degli oceani, con quei dentoni che fanno molto balena di Pinocchio, un po’ ci somiglia. Perché vive in tutto il mondo, è la seconda della zona a un regime alimentare ben definito. Perché anche per lei la famiglia resta un valore assoluto, dov’è la mamma è sempre la mamma ei figli grandi fanno fatica ad andarsene di casa.

Infine perché, pur abitando gli stessi territori, le varie comunità parlano dialetti diversi. Un problema per il dialogo, nessun problema per gli incontri di sesso. Proprio come avviene fra di noi.

Squali contro orche

Dicevamo: Lo stupido squalo bianco. In effetti lui,, pesce quanto ha facoltà intellettive non può competere con Lorca, mammifero e per giunta a sei evoluto, il suo cervello pesa 6 kg una proporzione con una massa corporea simile a quella delle grandi scimmie. Ovvio.

Meno ovvio è che il terribile pescecane sia inferiore al cetaceo anche fisicamente. Alcuni studiosi di San Diego, california, hanno assistito un anno fa ad un incontro squalo contro Orca nelle acque antistanti San Francisco. In palio c’era un leone marino che le orche avevano ferito. Il protone è stato attirato dall’odore del sangue. Povero lui: Un Orca maschio di circa 8 metri lo ha lavorato al fegato. Letteralmente gliel’ha strappato a morsi.

Dunque, la prima cosa da sapere è che lo sa che non va per il sottile quando si tratta di mangiare. Molto delle sue prede dedicheremo in seguito ma ecco qualche dato in più. Quantità: Ogni esemplare adulto mangia il 4% del proprio peso al giorno, che significa mediamente 200 kg di carne. Qualità: Nello stomaco sono state trovate 24 specie di altri cetacei, tempo di pinnipedi, poche e affini, 30 di pesci, 7:00 di uccelli, due o tre di tartarughe più una: Homo sapiens. Ma solo in un caso è proprio proprio si trattasse di un naufrago già belle morto.

2 quintali di cibo ogni giorno non sono facili da trovare, soprattutto sei sei solo soprattutto se vai a caccia senza criterio. Ma l’orca non è né solitaria né scriteriata.

Certo se si tratta di seguire un tonno o un merluzzo, può fare da se: La propulsione della coda, ossa della potentissima muscolatura dorsale, la spinge a 60 km 2. Ma in caso di prede più impegnative bisogna anche agire in gruppo, cooperare, un po’ come fanno le leonesse quando attaccano lo gnu.

La strategia è questa: Accerchiamento della preda mutilazione di pinne e coda e colpo di grazia finale da parte degli esemplari più forti, addirittura saltano sulla testa del cetaceo per colpire la morte.

In Antartide,, legge il menù principale per avere dei fuochi. Le quali normalmente credono di starsene al sicuro sul pack facendo marameo alle balene killer che incrociano al largo. Ma sbagliano. La task force orcina è pronta.

Un gruppo di 6 7 esemplari arriva a 100 metri dalla riva e si schiera in linea. Un segnale, e scatta il blitz. Le orche procedono verso vive a tutta velocità, emergono all’improvviso e creano un onda anomala che investe le foche e le fa cadere in acqua. Scorpacciata.

E chi cerca di salvarsi negli anfratti del fondo, l’orca non entra, casa di grosso. Questione di tempi, prima o poi la foca deve salire in superficie a respirare e generalmente lo fa quando anche loro che si allontana per prendere la sua boccata d’aria. Peccato che spesso due ore che si alternano davanti al rifugio, uno torna a galla tirare il fiato mentre l’altro resta di guardia. Così la foca non è scampo, asfissiata o esce in questo caso troverà comunque una bocca che la tenda.

La caccia di gruppo è molto praticata anche in Norvegia a decine di metri di profondità. Qui la strategia è tagliata su misura per i grandi banchi di aringhe. L’incursione a casaccio che userebbe solo il disperdersi dei pesciolini, sto prodotto permetterebbe ben posto sotto i denti. In questo caso allora il piano prevede un accerchiamento del branco con successivo stordimento colpi di coda. In pratica il ring e perdono i sensi in massa e finiscono dritte dritte in bocca alle orche.

La vita di famiglia delle orche

Dopo averle guardate nel piatto, spiamo la nella vita privata. Perché la creatura che Plinio il Vecchio chiamava addirittura delfino montone per via del ottuse ruenza con cui qualche volta spaccavo in due una trireme ha molto da insegnarci.

Cominciata teneramente questo termine: pod. Etologi dell’isola canadese di Vancouver, dove risiedono le comunità di Orte più studiate del mondo, lo usano quasi come un intercalare. Pod, che in inglese vuol dire piccolo branco, e la grande famiglia, la comunità atipica di questi animali. È formata da varie femmine e dei rispettivi figli, sono con loro per tutta la vita, caso più unico che raro tra i grandi mammiferi.

La quotidianità del pod è scandita principalmente della caccia, ma vi sono altri momenti che vale la pena di notare. Per esempio i dialoghi. Alcuni ricercatori hanno passato anni a registrare le vocalizzazioni delle orche con l’idro fono uno speciale microfono subacqueo. La scoperta: Ogni branco parlano dialetto leggermente diverso da quello dei vicini.

Aldilà dei suoni, una delle espressioni tipiche è una sorta di fischio lamentoso, l’orca usa molti gesti. Tra i più clamorosi c’è il ripetuto e rumorosissima sbattimento della pinna caudale: Spero sia un modo per trasmettere emozioni ivi comprese la rabbia.

A proposito di rabbia: Tra orche non si litiga quasi mai. Vuoi per la gerarchia imposta dai maschi più imponenti, loculi spina dorsale alta quasi 2 metri funge da vessillo intimidatorio, vuoi perché non ce n’è bisogno.

La conquista delle femmine e infatti piuttosto facile. Basta che due pod si incontrino perché si passi ai convenevoli, si formano gruppi misti e poi ci si dà da fare, non è che ciascuno rientra nei ranghi promiscuità pure insomma.

L’accoppiamento è piuttosto brusco. Maschile, lungo oltre un metro, viene estratto da un’apposita tasca, quando non serve essere di impaccio nel nuoto. Subito dopo il partner si separano. I dati sulla gravidanza e sulle misure del l’unico piccolo che viene alla luce sono interessanti ed è anche interessante parlare di chi si occupa di lui. La mamma ovviamente. Ma anche e soprattutto la nonna.

In questo davvero le oche sono simili a noi, a differenza di molte altre femmine del mondo animale, ok passata l’età fertile passano anche a miglior vita,. Non è ora che esiste una lunga e gratificante fase di menopausa le anziane cioè dedicano gran parte del loro tempo a curare i nipotini, pendoli all’interno del gruppo, tanto riprenderli quando è il momento della poppata, tornando che non si cacciano nei pasticci.

Il che in mare, non voler dire imbattersi nel solo predatore non umano capace di impensierire Lorca: Sempre lui, il grande squalo bianco, a cui non resta che prendersela con i bambini.